NON FARE LA MOSSA SBAGLIATA! 3 errori da evitare nei social B2B per EVENTI

NON FARE LA MOSSA SBAGLIATA!
I 3 ERRORI da evitare nei social B2B per EVENTI

Che si vogliano raggiungere consumatori o aziende il canale rimane lo stesso: i social.

In questo articolo parliamo di B2B o Business-to-Business, quel settore che vende prodotti o servizi ad altre aziende. Il fornitore del navigatore gps della tua macchina. Ma parliamo per confronto anche del settore B2C o Business-to-Client, nome con qui si indicano invece le aziende i cui interlocutori principali sono clienti finali. Il concessionario, per esempio. 

Come dicevamo, per farsi conoscere entrambi i settori utilizzano i social. Tuttavia è importante fare una precisazione: il fatto che sia B2C  che  B2C utilizzino le stesse piattaforme non significa assolutamente che i loro risultati possano essere valutati alla stessa maniera.

Andiamo a vedere quali sono gli errori di valutazione più comuni in tema di social B2B, quelli sbagli per intenderci che possono portarti a prendere sottogamba le opportunità che questi canali offrono– e perderle.

ERRORE N°1: Aspettarsi la stessa copertura (o reach) per una pagina B2B e una B2C.

La propria esperienza personale da utenti può portare a pensare che per essere definita “di successo” una pagina debba contare decine o centinaia di migliaia di like; SBAGLIATO.

Qui più che mai vale la regola “due pesi, due misure”.

Già di per sé brand e aziende hanno meno seguito di pagine amatoriali e influencer, anche quando si tratta di compagnie B2C; e questo non dipende né dalla qualità dei contenuti né dal budget.

Per fare un esempio: il canale Youtube di RedBull conta 6,5 milioni di iscritti, con un budget di svariati milioni per la creazione contenuti innovativi e sponsorizzazioni sportive; hanno mandato un uomo nella stratosfera.

esempio b2c social network redbull

Il canale di PewDiePie, gamer svedese che si filma mentre gioca e commenta l’azione, sfiora i 58 milioni di follower (spoiler: non investe numeri a 6 zeri nella produzione e non gioca dallo spazio).

Si tratta di una differenza in parte fisiologica e in parte dovuta agli algoritmi, che non sminuisce i risultati dei brand ma che impone aspettative diverse su ciò che si può ottenere.

La pagina di una qualunque azienda B2C ha una platea molto ampia e si deve comunque aspettare risultati inferiori a quelli degli influencer. La pagina di un’azienda o di un evento B2B ha un’interazione di diversi zeri in meno.

E qui occhio a non cadere nel secondo errore che fanno quasi tutti…

ERRORE N°2: Sottovalutare la propria presenza social e i risultati ottenuti.

La presenza social B2B non è quella dl B2C.

Attenzione perciò a non aspettarsi i numeri del B2C, ma attenzione anche a non svalutare i propri risultati: 100 follower su una pagina Facebook settoriale possono valere tanto quanto (o forse più di) 100.000 like su una pagina generica.

Perché? Perché quelli che hanno manifestato interesse per la pagina quasi sicuramente non sono utenti generici, ma persone concretamente interessate.

L’interesse però non è immutabile, né costante. Va alimentato, fatto crescere in modo che si traduca in azione – che nel caso di un evento significa partecipazione. La presenza social deve essere ben strutturata, coerente, e, soprattutto, costante.

Ecco quindi che arriviamo al terzo errore da evitare.

ERRORE N°3: trattare la pagina di un evento come un annuncio.

Un annuncio fatto una tantum per comunicare data e ora, con una semplice spedizione di inviti e nessun seguito, si perderà nei meandri di Facebook senza essere nemmeno indicizzato.

Che tradotto significa: partecipanti persi e lavoro sprecato.

Un evento che voglia raggiungere il suo target ha bisogno di una strategia social, che abbracci il periodo pre, durante e post evento.

Ma impostarne una da zero, per un evento B2B e senza avere una linea guida può essere dispendioso in termini di tempo (come se non ci fossero già più cose da fare che ore nella giornata!)  e budget, soprattutto se non si sa bene cosa fare.

Una buona strategia social da un impulso notevole al successo di un evento, ma è un lavoro non da poco che gli organizzatori – già pieni fin sopra i capelli di scadenze e tasselli da far quadrare – difficilmente possono gestire. Va seguita a parte: ci sono i partner che si occupano del catering, quelli che si occupano di far funzionare la tecnologia. Volendo potresti cucinare tu, o metterti a montare i monitor. Ma perché dovresti se ci sono specialisti in grado di farlo per te? Ecco, per i social è lo stesso. Trova qualcuno che lo faccia per te e ti tolga il peso dell’ennesimo lavoro complicato.

E poi goditi i risultati.

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