IL LOGO, QUESTO CONOSCIUTO! Come progettare una nuova immagine coordinata per la tua azienda

 

IL LOGO, QUESTO CONOSCIUTO!

 

COME PROGETTARE UNA NUOVA IMMAGINE COORDINATA PER LA TUA AZIENDA

La vista è il senso più sviluppato.
Con uno sguardo immagazziniamo volti, forme e simboli, ai quali associamo un significato.

La forza evocativa di un’immagine è lo strumento più potente, anche in campo aziendale.
Lo è ancor di più quando ci riferiamo a elementi più astratti, come i segni.
L’etimologia della parola ci aiutata a capire l’importanza che questo elemento possiede all’interno dei nostri pensieri. Letteralmente indica “qualcosa che sta per qualcos’altro”, ed è quindi l’attivatore del meccanismo di significazione: il processo attraverso il quale vestiamo di significato un elemento.

(Fermo! Fermo! Non scappare: abbiamo finito col trattato di semiotica. Promesso!)

Ora che conosciamo il processo che sta alla base della memorizzazione di un’informazione, sarà più facile proseguire verso ciò di cui vogliamo parlarvi: l’immagine coordinata di una marca.

In un precedente post abbiamo affrontato i motivi che spingono un’azienda a rifare il look al proprio sito Web, e in quell’occasione l’abbiamo accennato a cosa s’intende per identità visiva del brand: l’aspetto che la marca trasmette di sé durante TUTTI i momenti di contatto che si hanno con il mondo esterno.
Ad esempio, ci stiamo riferendo al logo, al font e ai colori istituzionali: tutti elementi da studiare con cura, per fa si che la marca sia immediatamente riconoscibile in ogni momento di contatto con gli stakeholder, richiamando in un istante l’insieme dei valori sui quali si basa.

E se fosse una marca “distratta” e non lo facesse?
Perderebbe l’occasione di diventare indelebile, come questo:

Logo_NIKE_trasparente

È talmente ovvio che scrivere il nome NIKE è uno spreco di caratteri.
L’associazione mentale è così automatica, che basterebbe solo abbozzare il famoso “swoosh” -elemento astratto che richiama la Nike di Samotracia, dea alata della vittoria- per far apparire nella mente di chi lo vede, tutto ciò che vive nel mondo degli accessori e dell’abbigliamento sportivo del noto brand americano.

Certo, oggi è una multinazionale con oltre 30.000 dipendenti in tutto il mondo, ma il tutto sarà pur sempre partito da un’idea e poche decine di persone!
Nel 1971, Il simbolo sul quale la Blue Ribbon Sports (oggi proprio Nike) decise di investire per differenziarsi dalla concorrenza giapponese, fu pagato 35$ a una studentessa universitaria di Portland. Al pagamento della somma pattuita, la ragazza ricevette come commento da Phil Knight, capo dell’azienda, una frase che oggi, consci del successo raggiunto, fa decisamente sorridere: “il meno peggio, ma mi ci abituerò”.

Al di là delle curiosità del caso specifico, l’obiettivo da tenere a mente è senza dubbio:
diventare riconoscibili.

LOGO, PITTOGRAMMA e MARCHIO

Innanzitutto, è bene fare una piccola precisazione sulla differenza che sussiste tra i maltrattati termini relativi alla grafica.
Il Logo, o Logotipo, sono termini che derivano dalla parola greca logos (discorso). Rappresentano la parte del segno composta da lettere, e per questo deve essere parlante.
Già, proprio così: dev’essere dotato di una bella “voce” attraente, in grado di spiegare a primo impatto di cosa si occupa l’azienda e in che modo, convincendo l’interessato a entrare in contatto con lui.

Facciamo un esempio con il nostro:

Scritta_primo_Round

La parte simbolica, e quindi impronunciabile, viene tecnicamente chiamata Pittogramma.

simbolo_LOGO-Primo_Round

Il Payoff è un elemento integrativo non obbligatorio, ma aiuta a definire l’ambito d’interesse dell’azienda.

payoff

Questi 3 elementi insieme vanno a comporre il Marchio.

Ma…da cosa partire?

Tutto nasce dal BRIEF.

Un brainstorming può sicuramente aiutare a stilare quella lista di elementi caratterizzanti che si vorrebbe vedere emergere dall’icona che accompagnerà il vostro nome.
Al processo grafico-creativo concorrono gli elementi più vari. L’universo delle percezioni, lo studio delle abitudini del target e l’immenso elenco dei materiali: tutti ambiti dai quali attingere per iniziare a ricavare la mappa mentale dei concetti che dovranno essere espressi nella nuova veste della tua azienda.

Lo studio dei competitors vi aiuterà: trovate un’idea che vi distingua e vi renda immediatamente riconoscibili nel vostro mercato di riferimento.

Successivamente, si passerà a definire il look.
Prenderà vita uno studio delle proporzioni, dello stile e delle forme geometriche, passando per la scelta del font e dei colori.
Importante è senza dubbio distinguersi, senza perdere il contatto con il settore di riferimento.
La riconosci?

google-g-black

Siamo sicuri che hai individuato il nome del possessore di questa grossa G in un tempo di, al massimo, 3 secondi.
Siamo altrettanto sicuri che se ci aggiungessimo i colori in tempo diminuirebbe a qualche istante:

G_Google_color

Proprio di recente, anche Google ha modificato -per la settima volta dal 1998- il suo aspetto. Innanzitutto sono state rimosse le grazie dal font.

Ogni tipologia di carattere ha una sua personalità.

Il precedente logo dava più un’aria di austerità, arroccato nelle sue lettere dal richiamo alla conoscenza classica. Nella sua semplicità questo esprime maggior apertura e versatilità, essendo poi coordinato in tutti i strumenti che il sistema di ricerca offre (telefono per la ricerca, mail,…).

Anche i colori splendono di nuova luce.

È consigliabile prima partire dal bianco e nero per poi passare ai colori: i vuoti e le proporzioni sono studiate meglio quando non sono dipinte.

Ricorda che ogni colore ha una forza evocativa differente:

  • Il rosso spinge all’azione, e rappresenta le occasioni da cogliere al volo, le più attrattive;
  • Il giallo suscita allegria e ottimismo, spesso usato nella ristorazione dei bambini;
  • Con il blu si vogliono indicare i prodotti affidabili, puliti e veritieri;
  • La crescita della natura e l’ecologia sono trasmessi dal verde, mentre
  • con l’arancione, spesso usato per prodotti elettronici, si vuole sottolineare l’aspetto generoso ed energico dell’offerta;
  • Bianco è per definizione sinonimo di bilanciamento, giustizia, pulizia. Non a caso è la somma di tutti i colori e viene utilizzato per la sanità (o per Apple, con la sua bella mela!);
  • Il richiamo alla terra del marrone implica un aspetto pratico e affidabile;
  • e il viola rappresenta l’immaginazione e la creatività, accompagnate dalla saggezza: è spesso il colore destinato al settore della finanza.
Palette colori e Font Primo Round

Palette colori e Font Primo Round

La distinzione è importante, ma non si devono mai dimenticare le origini.

Rimanete pertinenti.

Il bilanciamento tra tradizione e innovazione è sempre un aspetto delicato, ma il consiglio che diamo è quello di rimanere aggiornati sulle tendenze del momento, senza diventare eccentrici (e quindi fuori moda nell’arco di una settimana).
Una volta determinato lo studio del logo, è prevista la realizzazione dell’immagine coordinata.
Vorremmo che teneste a mente due aspetti chiave: flessibilità e versatilità.

Queste caratteristiche aiutano a trasformare le idee in aspetti pratici.
L’applicazione dell’immagine aziendale a buste, lettere, carta intestata, landing page, pagine di Webinar e social, richiede lo “stiracchiamento” del marchio.

Qualsiasi elemento di comunicazione deve seguire un format stabilito, e proprio attraverso il marchio avviene l’identificazione immediata dei prodotti e servizi che l’azienda offre.

Per questo motivo è necessario possedere differenti formati di logo e pittogramma, possibilmente sviluppati con colori e fondali diversi, ad esempio chiari e scuri, per essere sicuri di rivestire ogni aspetto comunicativo, e diventare…indimenticabili!

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