ISE 2016: il futuro del settore dell’installazione e della System Integration

ISE 2016: il futuro dal settore dell’installazione e della System Integration

Et voilà: il futuro!

Si è da poco concluso ad Amsterdam l’evento ISE 2016: il più importante appuntamento sull’innovazione della System Integration d’Europa.

Non conosci ISE? Questa fiera, organizzata per la prima volta nel 2004, è diventata il punto di riferimento per tutta l’industria audio-visiva mondiale e dei sistemi elettronici. Gli oltre 1.000 stand presenti nei padiglioni accolgono più di 60.000 visitatori, e permettono ogni anno l’esposizione delle tecnologie più innovative applicabili a situazioni fieristiche, convegni ed esigenze espositive di business. Insomma: l’intero settore della tecnologia A/V riferita all’offerta professionale.

Incuriositi, anche questa volta siamo andati a sbirciare tra i lunghi corridoi dei 14 padiglioni.

Una piccola premessa: abbiamo visto soluzioni interessanti, ma ci è sembrato di ri-vedere altrettanti prodotti già conosciuti.
Molte delle tecnologie esposte non sono vere e proprie innovazioni. Alcune idee sono presenti da qualche anno sulla scena dell’Audio/Video ma per quanto le aziende continuino a proporle, queste fanno fatica a spiccare il volo.

Un esempio?

Sono già 3 anni che ci imbattiamo in questo genere di installazioni:

ise 2016 schermi OLED trasparenti

ise 2016 schermi specchiati OLED

Ti è mai capitato di entrare in un bagno così?!
(Se sì, ci terremo davvero a conoscere la tua opinione nei commenti qui in basso).

Le ispirazioni però non sono mancate.
Alcuni appunti li abbiamo annotati camminando tra uno stand e l’altro, e le conclusioni sono degne di nota.
Vediamole insieme!

1. Il primo aspetto fondamentale riguarda lo sviluppo

delle soluzioni di COLLABORAZIONE REMOTA.

Quando si pensa a una video conferenza, l’immagine che più comunemente viene evocata è quella di uno schermo condiviso nel quale compaiono i volti in primo piano di chi sta avendo la conversazione a distanza.

Questa funzione di compresenza, oramai data per assodata, sta per essere affiancata da una nuova possibilità comunicativa: veri e propri spazi di lavoro condivisi.

Boards di questo tipo non sono alla prima apparizione sulle scene, ma il vero trend da sottolineare è un altro.
Fino a un paio d’anni fa, queste soluzioni occupavano un piccolo angolino del punti espositivi. Oggi rappresentano invece l’elemento di punta di un numero sempre maggiore di brand.

Potrà sembrare banale, ma questo significa che l’estensione dello spazio nell’ambiente di lavoro condiviso sarà, nei prossimi anni, il settore che trainerà il mondo della comunicazione interpersonale, a distanza e in presenza.

Una tendenza palpabile già nel mercato, dove si registra in questa direzione una crescente offerta di numerosi servizi. Sempre più aziende, con un business basato su piattaforme Cloud che consentono collegamenti in remoto, stanno passando dai prodotti incentrati sulla video conferenza, allo sviluppo di vere e proprie Collaboration Areas nelle quali si possono condividere file, immagini e video; usare pennarelli, scattare foto e modificare grafici.

Ad esempio, il marchio DisplayNote fino a poco tempo fa offriva soluzioni interamente basate sulla strutturazione di aule interattive -come quelle organizzate da Primoround-, mentre oggi punta verso rotte differenti. La recente proposta consiste in un insieme di strumenti utilizzabili all’interno di vere e proprie Meeting Rooms digitali che consentono la coesistenza di ambienti di lavoro plurimi. In questi spazi comuni si possono presentare, condividere e modificare documenti e grafici nello stesso momento, da differenti devices.

Un livello di condivisione e collaborazione sincrona destinato a crescere, sia per l’utilizzo a distanza, che in meeting svolti in un’unica sede.

2. Schermi OLED: la vera trasparenza!

La tecnologia OLED consente la creazione di schermi sottili dalle prestazioni efficienti.

Questi display offrono una migliore qualità dell’immagine rispetto ai display LCD, Plasma o LED: i colori appaiono più brillanti e vivaci grazie al risultato della reazione del materiale organico all’interno di ciascun pixel.
Il loro vero punto di forza è un altro: la possibilità di essere resi flessibili e trasparenti.

Lo spessore del materiale utilizzato per questi nuovi schermi è davvero incredibile (appena 5 mm!) e  finalmente la trasparenza può veramente definirsi tale senza il supporto di installazioni aggiuntive o forti luci.

Questa è la sostanziale differenza rispetto agli schermi proposti fino allo scorso anno che, invece, per ottenere l’effetto desiderato, richiedevano una forte illuminazione dietro ogni pannello. La mancanza di questa retroilluminazione ha permesso a molti produttori, come ad esempio a Samsung, di ottenere risultati completamente diversi e assai più soddisfacenti.

Così, quando nel 2014 osservavamo prodotti di questo tipo

Oggi l’effetto è quello che segue:

Una bella differenza,vero?!
In questo modo le possibilità di utilizzo e sviluppo futuro appaiono veramente interessanti.

3. Nuova tecnologia negli SCHERMI TOUCH

Lo sviluppo della tecnologia touch-screen è in continua evoluzione, e con essa tutto il mondo delle esposizioni professionali collegabili.

Qualche anno fa, vi fu il boom della tecnologia a infrarossi sulla quale venivano progettate le cornici applicabili agli schermi TV. È una soluzione utilizzata ancora oggi, anche se porta con sé alcuni limiti, come la sensibilità alla luce solare –con i raggi del sole calano le prestazioni- e la componente antiestestica di “gradino”, dovuta al fatto che resta sempre una elemento aggiuntivo in rilievo, rispetto alla superficie piana dello schermo.

C’è poi l’opzione della pellicola, dove il touch è applicabile a una qualsiasi superficie di materiale non conduttivi tramite una lamina acrilica che trasmette gli impulsi. È senz’altro una soluzione facilmente customizzabile, ma molto (molto!) delicata: non può essere piegata, pizzicata o lesa in alcun modo, e questo può risultare uno stato difficile da mantenere, specie se la pellicola viene utilizzata in eventi in cui si entra a contatto con migliaia di dita che interagiscono con lo schermo.

Quest’anno, è lo sviluppo di soluzioni basate sulla refrazione luminosa intrinseca nello schermo ad essere ripresa e sviluppata.

L’uso di questa tecnica permette una maggior sensibilità al tocco rispetto all’uso di prodotti che si basano sulle fotocamere. Queste nuove tecnologie consentono prestazioni di livello superiore associate a una perfetta chiarezza ottica, pur contenendo i costi rispetto agli schermi costruiti in passato.

ise 2016 schermi touch

ise 2016 schermi touch

Una buona soluzione che, volendo fare una stima, molto probabilmente soppianterà l’utilizzo degli altri sistemi nell’arco di 3-4 anni.

Nel frattempo, prima di quella data, noi manterremo alta la nostra curiosità e andremo alla costante ricerca delle ultime novità A/V e della System Integration, così da potervi proporre soluzioni originali (o non farvi sprecare tempo con “proposte-meteora”) per i vostri eventi aziendali.
Come da premessa, per il momento, nelle tecnologie esposte a ISE2016 non abbiamo notato vere e proprie idee innovative, se non alcune rivisitazioni di tecnologie già conosciute in passato.

Proprio per questo, la ricerca del “futuro” non si ferma: #StayTuned!
Ai prossimi aggiornamenti.

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