Realizzare un EVENTO SOCIAL: 5 errori da evitare

Realizzare un evento social: 5 errori da evitare

Circa un anno fa, la rivista Forbes dedicava un veloce recap a una tavola rotonda tenutasi durante la Social Media Week e dedicata a come i Social Media stiano diventando un elemento determinante nei grandi eventi.

A distanza di un anno, questa affermazione oramai vale tanto per i grandi congressi e gli happening internazionali, quanto per i piccoli eventi e meeting: sia che si tratti di un lancio di prodotto, sia che sia una mezza giornata di formazione, l’aspetto legato ai Social e al loro corretto utilizzo non può e non deve essere trascurato.

Non solo.

Quanto accade nei social network richiede una pianificazione che non è limitata al momento in cui l’evento è “live”: i social media sono un canale che va presidiato e gestito per tutta la durata di un evento, dalla sua preparazione e comunicazione ai follow up successivi.

Tuttavia, come spesso accade quando si entra nella sfera di influenza del mondo “social”, c’è tanta confusione e a volte altrettanta improvvisazione. Spesso si finisce perciò per incappare in alcuni errori dettati proprio dalla scarsa conoscenza del mezzo e della sua complessità, di questi i 5 più frequenti sono i seguenti:

  1. Creare l’hashtag su Twitter per l’evento e iniziare ad utilizzarlo solo ad evento in corso (o, nei giorni precedenti, solo per pubblicizzare l’evento), o peggio chiedere ai partecipanti di twittare con quello specifico hashtag senza dare un reale “perché” a tale azione;
  2. Creare una pagina Facebook dell’evento e poi spammare brutalmente tutti i contatti per chiedere un like alla pagina senza che in essa vi sia realmente qualche contenuto degno di nota oltre alla locandina dell’evento;
  3. La non-partecipazione. Indipendentemente dal Social scelto (Twitter, Facebook o qualsiasi altro), postare i contenuti in modalità automatica, senza presidiare la pagina e soprattutto senza rispondere ad eventuali richieste del pubblico social, indispettisce i presenti e i partecipanti al Network;
  4. Alimentare i social con la fine dell’evento: l’ultimo contenuto della pagina Facebook o l’ultimo tweet dell’evento sono i link alle slide e/o le foto dell’evento, eventuali ringraziamenti, e poi dovrebbero partire altre strategie di brand;
  5. Non essere pronti ad accettare e soprattutto gestire eventuali commenti negativi che arrivino dal pubblico.

In 5 anni di organizzazione di eventi,  li abbiamo commessi e visti commettere tutti più e più volte. Il più insidioso è senza dubbio  il quinto della lista. Cadere nella trappola della “risposta a tono” getterebbe un’ombra sulla reputazione dell’organizzatore, oltre che dell’evento.

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