Il POST WEBINAR è più importante del webinar stesso

Il post webinar è più importante del webinar stesso

Mai sottovalutare il post webinar.

[MAI!]

Si spendono sempre molte energie nelle fasi di progettazione e invito al webinar, e durante la diretta dell’evento.

Talmente tante che poi è inevitabile vivere il classico “momento di scarico” post evento.

Si tratta di quella sensazione psico-fisica di afflosciamento (termine tecnicissimo!) che prende quando l’ultimo degli utenti si è scollegato al termine del webinar.
Si attiva in quell’istante in cui, concluso lo streaming, ti rendi conto che “puoi spegnere tutto” e dunque scioglierti sulla poltrona e far scaricare la tensione accumulata durante l’evento.

[Va bene, te li concediamo per un paio di minuti, ma poi basta!]

Dopo aver fatto scendere il livello d’ansia (e i tremolii della caffeina) abbandonare il campo non è consigliato.

Anno dopo anno, il pubblico dei webinar on-demand cresce sempre di più.

Il pubblico on-demand rappresenta tutta quella porzione di audience che vuole vedere (o ri-vedere!) il webinar in un momento successivo alla diretta.

Le ricerche di ON24 e gli articoli di “Business 2 Community” evidenziano un aumento di visualizzazioni differite rispetto al live, potenzialmente dovuto al fatto che la modalità on-demand è diventata un’opzione molto attraente per chi ha le giornate impegnate e non può dedicare ai corsi di apprendimento più di un tot di tempo a settimana (o al mese addirittura!).

Inoltre, l’accesso da mobile ha reso più conveniente guardare i webinar (e non solo) in orari e luoghi alternativi, dando allo spettatore sempre più controllo nella creazione del suo palinsesto personale.

[Vuoi dirci che noi hai mai provato Netflix……!?]

webinar-live-on-demand-primo-round
Anno dopo anno, il pubblico dei webinar on-demand (coloro che desiderano vedere il contenuto del seminario in un altro momento) cresce sempre di più.

Più di ¼ dei registrati al Webinar bypassa la diretta e accede ai contenuti in momenti successivi, saltando in toto la fase “on air”.

Anche il 5% degli effettivi partecipanti all’evento richiede l’accesso alla versione registrata dei contenuti. Lo fa in un secondo momento, generalmente perché ha perso qualche passaggio durante lo streaming, o per rivedere alcune parti salienti del Webinar, quelle in cui il relatore esprime i concetti più rilevanti.

A questo punto del discorso, se organizzi webinar (o stai pensando di farlo) devi rispondere a una domanda:

per proporre i contenuti registrati durante il tuo evento ti adatti alle modalità offerte dalla maggior parte delle piattaforme presenti in circolazione (quindi scaricando l’intero file della registrazione e ri-proponendolo per intero), oppure hai creato delle soluzioni personalizzate?

Se la risposta è a questa domanda è:

“Ho creato delle soluzioni personalizzate”. Molto bene, continua a leggere questo articolo per accarezzare il tuo ego, soddisfatto per aver scelto la soluzione più adatta ad aumentare il business della tua azienda.

Se invece è: “SI, scarico il file intero e lo posto su Youtube”. Prosegui, perché vogliamo evitarti il triste destino a cui vanno incontro tutti quegli utenti che continuano a sprecare opportunità di Lead Generation caricando l’intero video su Youtube o Vimeo.

[Come!? Hai chiesto perché è sbagliato dato che Youtube è il più famoso Social Network di video al mondo?! Te lo spieghiamo subito.]

Caricare il video per intero sul canale di video sharing, per poi mandare una mail a tutti i tuoi contatti dicendogli: “se ti sei perso il mio bellissimo webinar lo puoi trovare qui(link)”, non aiuta la tua raccolta di Lead.

Questa procedura è sbagliata perché non ti permette di profilare tutti quei contatti in target da poter avvicinare nuovamente in futuro, per i quali investi tanto tempo ed energie nell’organizzare diverse strategie di comunicazione.

[Crei messaggi, mail ad hoc e contenuti interessanti, ma se poi ti perdi per strada i potenziali clienti a cui vendere i tuoi prodotti, a chi lo invii tutto sto materiale!?]

È come fare centinaia di chilometri per cercare un po’ d’acqua nel deserto e poi raccoglierla con un secchio bucato.

Sei sicuro che ti basti conoscere quanti utenti hanno cliccato sul link della mail e quanto il video è stato visto sulla piattaforma social (dato aggregato)?!

E poi ancora: da queste piattaforme social come riesci ad etichettare i singoli contatti in base alle caratteristiche che possiedono (informazioni sulla mansione lavorativa, attività effettuate all’interno del tuo sito, ecc) e integrare questi dati con il tuo CRM?

Non lo fai. Punto.

E questo è davvero uno spreco di tempo, soldi e qualità.

Considera poi un altro dettaglio (che tanto dettaglio non è in realtà!): dalle nostre statistiche che si basano sull’analisi annua di circa 500 webinar registrati, per un totale, di più o meno, 100.000 utenti, si può constatare che:

è estremamente raro che un utente guardi il video del webinar on-demand per intero e –quasi è ovvio se ci pensi –
l’unico pezzo del video che guardano tutti (ma proprio tutti-tutti-tutti!) è l’INIZIO.

Hai presente quei cinque minuti iniziali in cui tu o il relatore esordite dicendo una frase che fa più o meno così:

Buongiorno a tutti, eccoci alla settima puntata della serie “webinar N-mila”… mi sentite bene? Si? Ottimo, vedo che in chat siete già tantissimi… [silenzio mentre scorri la chat a leggere di gente che dice “NON SENTO”, “È INIZIATO?”, “POSSIAMO AVERE LE SLIDE”…] Allora. Direi che possiamo iniziare, e lo farei presentandovi i nostri ospiti di oggi…Se non sentite potete anche utilizzare il microfono durante una chiama, il numero dovrebbe esservi arrivato per mail…Le slide poi le troverete..bla-bla-bla…

Se vuoi possiamo continuare la trascrizione di tutti i primi cinque minuti del webinar, tanto sono sempre questi, non perché esista una legge divina che regoli i webinar… semplicemente perché lo speaker generalmente va ad incastrarsi nelle procedure tecniche di una piattaforma che, venduta a pacchetto, deve essere gestita autonomamente in ogni suo aspetto, anche durante il momento live (quando invece l’attenzione dovrebbe essere totalmente rivolta ai contenuti).

Peccato che, da un punto di vista di educazione del target e di messaggio da trasmettere, siano i cinque minuti più inutili di sempre.

Per aggirare questo problema risulta più utile fare una selezione dei contenuti rilevanti per gli utenti e proporli all’interno di pagine dedicate nel proprio sito.

Grazie al report di fine Webinar è semplice individuare l’interesse e le attività del pubblico registrati durante la diretta.

Con questi dati alla mano è possibile selezionare cos’ha attirato più attenzione, e individuare quei messaggi che vogliamo vengano ricordati dal pubblico.
Si potranno definire dei contenuti specifici, da ri-presentare per creare ulteriore navigazione tra le pagine del tuo sito (nel quale, ovviamente, sarà più facile tenere traccia dei movimenti dell’utente e registrare nuovi soggetti che si avvicinano alle tue proposte).

In questo modo, creerai dei veri e propri ambienti virtuali in cui il tuo pubblico potrà trovare informazioni e contenuti tratti dai tuoi corsi online, per stimolare e mantenere un interesse alto verso i tuoi servizi e prodotti.

Si tratta di una modalità di approccio al pubblico ancora poco diffusa qui in Europa ma che pian-piano sta registrando una crescita anche qui in Italia.

[Fallo, prima che tutti se ne accorgano!]

ambienti-virtuali-post-webinar
Il webinar B2B permette di creare veri e propri ambienti virtuali in cui il tuo pubblico potrà trovare informazioni e contenuti provenienti direttamente dai tuoi corsi online.

Riassumendo: la domanda dei contenuti on-demand è in crescita rispetto all’anno scorso, con una piccola differenza:

il tempo totale trascorso a visualizzare un contenuto on-demand è più basso rispetto al tempo che i partecipanti dedicano durante la fase di diretta.

media minuti di visualizzazione contenuti dei webinar on-demand in Italia
La media minuti di visualizzazione contenuti dei webinar on-demand nel territorio EMEA.

Facendo alcune ipotesi, questo succede perché:

  • molti utilizzatori dei contenuti on-demand utilizzano la barra di scorrimento veloce del tempo per passare direttamente alla fase che hanno perso durante la prima visione del video;
  • la partecipazione ad un webinar non equivale all’ascolto di un podcast, anche per questo il tempo investito da ogni partecipante è maggiore rispetto ai fruitori dei video registrati. Nella fase live il pubblico può intervenire, porre domande, e quindi relazionarsi con i relatori, ricevendo risposte veloci e mantenendo di conseguenza alto il livello di attenzione.
  • gli utilizzatori potrebbero adottare la modalità on-demand più di una volta, facendo sessioni più brevi ma anche ripetute nel tempo;

A riprova di quest’ultimo si può osservare la media di utilizzo della modalità on-demand mantiene una “coda lunga” costante nei giorni che seguono la diretta del webinar. Secondo quanto riportato dai dati di ON24, fino ad oltre 11 settimane dall’evento la media delle visualizzazioni del contenuto proposto si mantiene ininterrotta (dopo un calo fisiologico inevitabile dopo la prima settimana).

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La media di utilizzo della modalità on-demand mantiene una “coda lunga” durevole nei giorni che seguono la diretta del webinar.

Questo vuol dire che il webinar, specie nel settore B2B, continua a rimanere uno degli strumenti più attrattivi esistenti tra quelli a disposizione dei marketers per le attività di Inbound e Content Marketing.

[Ti interessa un confronto con gli altri strumenti a disposizione?]

L’utilizzo di questo canale porta sia benefici immediati che risultati diluiti nel tempo.

La sua capacità attrattiva intrinseca supporta le strategie di Lead Generation aziendali e, se integrato ad hoc con il tuo CRM, ti permetterà di evitare inutili processi che fanno solo perdere tempo.

[Come ad esempio travasare contatti da una piattaforma ad un’altra – non dirci che vuoi continuare a farlo!? Leggi qui per smettere!]

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